La prima insulina basale settimanale al mondo: insulina icodec (Awiqli)

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Scopri cos'è l'insulina icodec, la nuova terapia che rivoluziona la gestione del diabete con una sola iniezione alla settimana funzionamento, benefici e impatto sul diabete di tipo 1.

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L’insulina icodec, commercializzata con il marchio Awiqli da Novo Nordisk, rappresenta la prima insulina basale a somministrazione settimanale approvata al mondo per il trattamento del diabete negli adulti, inclusi quelli con diabete di tipo 1 che necessitano di più iniezioni giornaliere. Approvata dall’EMA nel maggio 2024 e resa disponibile e rimborsabile in Italia come primo Paese in Europa grazie all’AIFA, questa innovazione riduce drasticamente il numero di iniezioni da 365 all’anno a sole 52, migliorando la qualità della vita e l’aderenza alla terapia.

Come funziona l’insulina icodec

Il meccanismo d’azione di icodec si basa su una formulazione innovativa che la lega all’albumina, una proteina presente nel sangue, creando un deposito circolante. Questo complesso ha un’emivita di 196 ore, equivalente a circa 8,1 giorni, permettendo un rilascio costante e graduale del principio attivo per coprire l’intero fabbisogno basale insulinico settimanale con una sola iniezione sottocutanea. A differenza delle insuliniche basali giornaliere come glargine, che richiedono somministrazioni quotidiane per mantenere stabili i livelli glicemici, icodec garantisce un controllo glicemico stabile senza picchi o cali eccessivi, riducendo il rischio di ipoglicemia.

Negli studi clinici di fase 3, condotti su pazienti con diabete di tipo 2 (e risultati estesi al tipo 1), icodec ha dimostrato una riduzione dell’HbA1c (emoglobina glicata, marker del controllo glicemico a lungo termine) superiore rispetto alle insuliniche basali giornaliere, senza aumentare il rischio di ipoglicemie. Per il diabete di tipo 1, è indicata per adulti che usano già più iniezioni giornaliere, integrandosi con l’insulina prandiale per i pasti.

Benefici nella gestione del diabete di tipo 1

Nel diabete di tipo 1, dove il pancreas non produce insulina e i pazienti dipendono totalmente dalla terapia esogena, la gestione quotidiana è spesso gravata da multiple iniezioni, monitoraggio costante e stress psicologico legato alla routine. Con icodec, questa realtà cambia radicalmente:

  • Meno iniezioni: Da giornaliere a una sola a settimana, riducendo il disagio fisico e migliorando l’aderenza terapeutica, un fattore critico per prevenire complicanze come retinopatia o nefropatia.

  • Maggiore stabilità glicemica: Il rilascio protratto minimizza fluttuazioni notturne e diurne, facilitando un controllo più prevedibile e riducendo episodi ipoglicemici.

  • Qualità della vita: Pazienti e associazioni come FAND e SID celebrano questa “svolta epocale” dopo un secolo dalla scoperta dell’insulina, con impatti positivi su lavoro, viaggi e quotidianità.

In Italia, con oltre 13 milioni di persone a rischio diabete e centinaia di migliaia con tipo 1, l’introduzione pionieristica di icodec (giugno 2025) garantisce accesso equo e rimborsabilità in Classe A, supportata da società scientifiche. Studi real-world confermano benefici anche in contesti complessi, come obesità associata.

Cosa cambia per i pazienti con diabete di tipo 1

Questa insulina non sostituisce la terapia personalizzata, ma la semplifica: il diabetologo adeguerà il dosaggio iniziale (basato su peso e fabbisogno basale) e monitorerà per 4-8 settimane, integrandola con microinfusori o penne per boli prandiali. Non è adatta a tutti – ad esempio, chi inizia la terapia insulinica o ha ipoglicemie frequenti necessita di valutazione specialistica – ma per chi è già in terapia multipla rappresenta un cambio paradigma.

Inoltre, offre vantaggi ambientali: meno penne usa-e-getta significano riduzione di emissioni CO2, allineandosi a sostenibilità sanitaria. Esperti come Avogaro (SID) sottolineano: “Miglioramento evidente nella gestione, con effetti su aderenza e qualità della vita”.

In sintesi, l’insulina icodec trasforma il diabete di tipo 1 da fardello quotidiano a condizione più gestibile, promuovendo benessere psicofisico e outcomes clinici superiori. Consulta sempre il tuo diabetologo per valutare se è adatta al tuo caso.