Diabete tipo 1: le scoperte che cambiano il 2025

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Le terapie cellulari rivoluzionano la cura del diabete tipo 1, promettendo un futuro senza insulina e farmaci immunosoppressivi. Scopri gli ultimi risultati della ricerca italiana e mondiale.

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Il primo trapianto senza immunosoppressori

Una svolta storica è stata raggiunta nel 2025: per la prima volta al mondo, un paziente con diabete di tipo 1 ha ricevuto un trapianto di isole pancreatiche senza assumere farmaci immunosoppressivi. Le cellule, modificate geneticamente attraverso la terapia sperimentale UP421, sono state impiantate nel muscolo dell’avambraccio e hanno iniziato a produrre insulina, dimostrando come la ricerca possa rendere le cellule trapiantate “invisibili” al sistema immunitario del paziente.

Pazienti indipendenti dall’insulina

Un risultato altrettanto straordinario proviene da uno studio pubblicato su The New England Journal of Medicine: 10 pazienti con diabete di tipo 1 sono diventati indipendenti dall’insulina a 1 anno dalla singola infusione di un farmaco cellulare. Questi dati, ancora su campioni limitati, suggeriscono la possibilità di una terapia alternativa all’insulina e aprono prospettive concrete verso cure definitive della malattia.

Le due strade della ricerca

La ricerca italiana si concentra su approcci innovativi:

  • Trapianto di isole microincapsulate: il Centro regionale per la terapia cellulare del diabete dell’Università di Padova sta sviluppando questa tecnica, che protegge le cellule beta dal sistema immunitario permettendo di minimizzare o sospendere la terapia immunosoppressiva cronica.

  • Ingegneria genetica: modificare geneticamente le cellule prima del trapianto sembra essere la strada più promettente, con l’obiettivo di produrre su vasta scala cellule ingegnerizzate sicure ed efficaci.

Prevenzione e rallentamento della malattia

Oltre alle cure, il 2025 segna progressi nella prevenzione del diabete tipo 1. Il Teplizumab, un anticorpo monoclonale, ha dimostrato la capacità di ritardare l’esordio della malattia nei soggetti in fase pre-sintomatica, offrendo una nuova opportunità ai pazienti a rischio.

Terapie combinate innovative

Uno studio pubblicato su Nature Reviews Endocrinology coordinato dal Prof. Paolo Pozzilli suggerisce che la combinazione di farmaci immunomodulatori e agenti rigenerativi delle beta-cellule potrebbe rappresentare la soluzione più efficace. Questi farmaci stimolano la trasformazione delle cellule del dotto escretore in beta-cellule e riducono la morte cellulare, con alcuni già disponibili per il diabete tipo 2.

Investimenti europei e collaborazioni

A dicembre 2025, è stato annunciato il primo consorzio europeo per il trapianto di isole pancreatiche e l’utilizzo di cellule staminali, con un investimento congiunto di 18 milioni di euro in 5 anni, a cui partecipa l’italiana Fondazione Italiana Diabete.